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Women's March - La marcia delle donne su Washington

23 Gen 2017


"I diritti delle donne, sono diritti umani": è stato lo slogan centrale della marcia delle donne su Washington, innaugurata 24 ore dopo la cerimonia d'insediamento di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.
 
Ideata da Teresa Shook, una donna hawaiana, indignata dal sessismo del 45esimo Presidente americano, l'iniziativa è stata concretizzata e promossa da donne e uomini di ogni età, razza, religione, estrazione sociale e genere, oltre a coinvolgere migliaia di persone in tutto il globo: Australia, Italia, Spagna, Francia, Germania, Inghilterra, persino Ghana e Kosovo.
 
Previsti in 200mila, i partecipanti hanno invece stupito gli stessi organizzatori superando il mezzo milione. Fra questi volti noti al grande pubblico come le attrici Scarlett Johansson, America Ferrera, Ashley Judd, Charlize Theron, Jamie Lee Curtis, Jane Fonda ma anche Joseph Gordon-Levitt, il regista Michael Moore, le cantanti Alicia Keys, Miley Cyrus, Barbra Streisand e Madonna.
 
Al microfono si sono alternate rappresentanze mussulmane, afro-americane, gay, transgender e native, sottolineando le problematiche relative non solo al mancato rispetto dei diritti delle donne ma anche delle minoranze: dal "valore economico" in campo salariale, alle unioni LGBT, passando per l'assistenza sanitaria dell'Obamacare, il movimento Black Lives Matter, la legge sull'aborto e la rivendicazione del proprio ruolo nella società Usa. Manifestazione pacifica, quindi, ma soprattutto programmatica, decisa a portare avanti queste istanze durante tutta la legislazione Trump, da cui sono state minacciate.
 
Nel frattempo Hilary Clinton ha tweettato sostenendo i valori della marcia, Donna Carpenter, ceo e co-proprietaria della Burton, noto marchio di snowboard, ha rimborsato volo e soggiorno per quelle dipendenti che desideravano partecipare, il democratico Bernie Sanders si è dichiarato entusiasta del movimento e alcuni fans della saga di Star Wars hanno pensato bene di prendere in prestito il volto della principessa Leia (interpretata dalla compianta Carrie Fisher) come simbolo della "resistenza".
 
Animato dalle femministe della nuova e "vecchia" generazione il movimento ha promesso di marciare insieme per i prossimi quattro anni. Che un nuovo Rinascimento abbia inizio!

di Sara De Deo

 

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