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Un diritto umano di cui si dovrà parlare: il diritto al proprio volto

14 Gen 2017


Molti sono i diritti umani compresi nella dichiarazione dell'ONU. Ma in essi non è esplicitamente citato il diritto all'integrità del proprio volto.
 
Questa aggressione così feroce e assai più sadica dell'omicidio, che consiste nel deturpare il volto delle donne con sostenze corrosive, non è un orrore presente solo del nostro paese. Rivela il radicamento di un apparato di credenze relative alla negazione della libertà e dignità personale della donna, che nella nostra cultura pare ancora molto consistente. Non per nulla l'India delle caste è la nazione in cui più si pratica.
 
Il diritto umano al proprio volto è il corrispettivo formale al diritto dell'identità personale, all'essere riconosciuti e individuati per essere quel preciso soggetto. È la ragione per cui si riconosce alla foto del passaporto un valore giuridico universale.
 
L'elenco dei diritti non è mai esaurita, perché non si ferma la consapevolezzza di ciò che è diritto umano e perché purtroppo il male della nostra specie è molto abile nell'inventare insidie contro di essi. Molti sono in lista d'attesa qua e là nel mondo e anche da noi: il diritto di una donna di scegliere rispetto al diritto di un feto di vivere, il diritto di morire con dignità rispetto al diritto assoluto alla vita, i diritti dei disabili, i diritti degli omosessuali, i diritti dei bambini, i diritti degli animali.
 
Questa epidemia comportamentale della deturpazione con l'acido non va solo frenata con l'introduzione del delitto di violazione della identità. Necessita che la coscienza collettiva veda in questo comportamento non l'espressione del "troppo amore", come lo stupidario televiso e non va blaterando in giro, ma l'espressione di una aggressione a un diritto della persona.

di Mario Papadia
 

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