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Poi le chiamano coincidenze

21 Set 2016

Muore Carlo Azeglio Ciampi, l'eroe (o l'antieroe, secondo altri punti di vista) dell'ingresso nella moneta unica dell'Italia e del massimo sforzo del nostro Paese di stare in prima linea nel progetto europeo anche a costo di notevoli sacrifici finanziari.

Nello stesso giorno il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ricorre ad un dirompente segnale di rottura con i partner europei più importanti, non partecipando alla conferenze stampa comune con Germania e Francia. Il gesto è clamoroso, anche se solo formale, e afferma che lo spirito comune europeo si trova esattamente al polo opposto delle motivazioni di integrazione europea.

La storia dei popoli - e quella degli individui - propone ogni tanto di partecipare a questo gioco probabilistico delle coincidenze, che non è più tale, se vogliamo sollecitare le nostre menti ad un esercizio di osservazione della realtà umana e del suo divenire con spirito d'osservazione quantistico.

In questo cortocircuito della morte di un uomo dell'unione e di un gesto di disunione fra tre partner che l'altro ieri a Ventotene celebravano il sogno dell'Unione Europea, si materializza il segnale del nostro pericoloso abbrivio collettivo. Ciampi alzò la bandiera della moneta unica come passaggio efficace dell'unità continentale; insomma assunse per noi tutti l'idea tedesca che l'Euro avrebbe fatto l'Europa.
Renzi, malgrado se stesso, deve alzare la bandiera del dissenso in nome della volontà di allentare la strozza al collo di noi tutti della gestione tedesca (con il nostro consenso) di quella stessa moneta. Con l'aggiunta di un particolare che nega tutto il senso solidaristico fra popoli all'origine dell'Europa unita, che è la gestione dei migranti, uno dei più poderosi spostamenti, appena agli inizi, di masse d'uomini disperati verso le coste italiane.

Nella loro cecità i governanti degli Stati europei non si stanno rendendo conto che è ricominciato il movimento di disgiunzione delle placche nazionali che in Europa è sempre stato il segnale del profilarsi di conflitti continentali. Breexit insegna; anzi, a dirla tutta, è stata la campana a martello che non ci voleva. 
La moneta unica voleva essere un argine politico contro la finanziarizzazione globale gestita da capitali privati; ed invece è divenuto un'arma di predominio tedesco sulle altre nazioni. L'aspirazione alla fraternità europea è fallita proprio nella sua espressione massima di fraternità verso il nostro Paese nell'affrontare la tratta dei migranti, perché sul fronte greco-tedesco l'argine è stato bloccato a suon di euro dati alla Turchia.

Non è un'ora buona né per l'Italia né per l'Unione Europea. Ma è un vanto della grande politica il trasformare in occasioni le ore non buone. C'è da augurarsi che nell'opinione pubblica italiana cresca una volontà di leadership collettiva in Europa, analoga e a complemento di quella della Germania, ma con una visione lungimirante e spirituale, non solo monetaristica.

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