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Piaghe d’Italia in cifre

08 Dic 2016



Nel 2015 erano a rischio povertà o esclusione sociale il 28,7% di Italiani e cioè 17.171.000 su 59.830.000 cittadini.
 
Alla lente d’ingrandimento la stessa percentuale va letta in questo modo: sono a rischio povertà o esclusione sociale:
a. il 43,7% di Italiani (26.145.710) che vivono in famiglie con cinque o più componenti;
b. il 48,3% di Italiani (28.897.890) che vivono in famiglie con tre o più figli;
c. 51,2% di Italiani (30.632.960) che vivono in famiglie con tre o più figli minori.
 
 
Nel 2015 hanno dichiarato di non poter sostenere una spesa imprevista di 800 euro il 39,9% di Italiani (23.872.170) e di avere avuto arretrati per mutuo, affitto, bollette o altri debiti il 14,9% (8.914.670).
a. hanno dichiarato di non poter sostenere una spesa imprevista di 800 euro il 17,9% di Italiani del Nord (10.709.570), il 24% del Centro (14.359.200), il 45,6% del Sud (27.282.480).
b. hanno dichiarato di non poter sostenere una spesa imprevista di 800 euro gli Italiani che vivono in famiglie con almeno tre figli: il 52,8% (31.590.240);
 
 
Nel 2015 il reddito medio disponibile netto delle famiglie residenti in Italia era 29.472 euro, circa 2.456 euro al mese. Ma come si distribuisce?

a. 20% più ricco delle famiglie italiane, percepisce il 39,3% dei redditi totali,
b. il 20% più povero ne percepisce il 6,7%.
c. il 36,8% delle famiglie più povere è residente tra Sud e Isole;
d. il 14,8% delle famiglie più povere vivono nel Centro;
e. lo 11,1% delle famiglie più povere vivono nel Nord.
 
 
E la condizione dei giovani nel 2015:
a. i giovani tra i 18 e i 34 anni vivono ancora con i genitori per il 62,5%: il 56,9% delle donne, 68% degli uomini;
b. i giovani tra i 25 e i 29 anni vivono con i genitori per il 70,1% dei ragazzi e il 54,7% delle ragazze;
c. lavora il 39,2% dei giovani, ed è disoccupato il 60,08%; lavora il 73,7% dei laureati, ed è disoccupato il 26,30.
 
 
Le cifre sono dell’Istat. I guai dell'Italia. La responsabilità di dare una risposta ai politici che usciranno dalle prossime urne.

di Mario Papadia

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