Political Coaching

Non è un bel vedere. Ma senza l'azione politica una società è zoppa

20 Dic 2016


Purtroppo sì, non è un bel vedere ciò che gli operatori dell'agire politico oggi offrono.
Ma non sono di miglior pasta le tirate moralistiche, le indignazioni, i rinfacciamenti, i sogghigni soddisfatti perché "pure loro", e quant'altro ribadisca disprezzo verso il fare politica o verso l'avversario. E finisca come il girotondo dei bambini: «tutti giù per terra!»
 
Personalmente sento un grande dolore per il mio Paese, che non è stato benedetto dal cielo di avere la capacità di esprimere, di questi tempi, dai suoi visceri sociali e culturali, soggetti politici dall'animo grande, dal parlare che esalta la coscienza di appartenere a una nazione in cui il lavoro, la cultura, la libertà, il senso dei fatti e delle leggi sono valori prioritari, e dove l'esercizio del potere è frutto di una leale competizione.
 
Mi rendo conto che, a mia volta, sto probabilmente facendo moralismo. Eppure non rinuncio a chiedermi: «ma che abbiamo, noi tutti, da essere così inveleniti, e da spingere sulla ribalta quali nostri rappresentanti concittadini per i quali l'avventurismo, la scurrilità, il masochismo, il doppiogiochismo e la vanagloria abbiano tanto sex appeal?» Davvero i problemi del lavoro, della giustizia sociale, della lealtà, dell'onestà, della competizione internazionale, dell'emigrazione hanno bisogno di questo taglio politico per essere risolti?
 
E poiché non c'è dietro l'angolo ad attendenderci nessun lavacro liberatorio – meglio così, perché nella storia i lavacri hanno sempre richiesto alti prezzi di sangue e di macelleria sociale, – non potremmo noi tutti darci una calmata almeno nel linguaggio e smettere per un po' di tempo di puntare, come carta vincente, sul disprezzo dell'avversario? Sì, lo so che Trump ha vinto, e che le bufale volano, ma so anche che Trump sta facendo e farà solo gli affari suoi e che le bufale portano soldi solo ai pallonari.

di Mario Papadia
 

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