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Il Terzo settore una nave pronta a essere varata

26 Mag 2016

La legge è definitivamente licenziata. Finalmente anche. Si chiama “Riforma del terzo settore” e riguarda l’associazionismo, il volontariato, l’impresa sociale, le cooperative sociali e la disciplina del servizio civile, la legge definitivamente approvata dall’aula di Montecitorio con 239 voti favorevoli e 78 voti contrari.
La riforma è davvero notevole perché semplifica e mette ordine nella normativa e punta sulla trasparenza. Il terzo settore non è una realtà marginale del nostro Paese: secondo l’Istat conta 300.000 organizzazioni non profit e 681.000 addetti con 64 miliardi di fatturato, pari 4,3% del Pil. 


Il Terzo settore è costituito da enti privati il cui scopo è il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, per realizzare il cosiddetto “principio di sussidiarietà”, per cui un ente privato svolge in collaborazione, in sostituzione e con il sostegno dello Stato un compito funzionale al bene pubblico. Perciò promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontarie e gratuite o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi. Esplicitamente esclusi sono i sindacati, le formazioni politiche, gli ordini e le associazioni professionali.


Un cambiamento di non poco conto riguarda il servizio civile, che diventa universale, «finalizzato alla difesa dei valori fondativi della patria, attraverso la realizzazione di esperienze di cittadinanza attiva, di solidarietà e di inclusione sociale» e prevede «un meccanismo di programmazione, di norma triennale, dei contingenti di giovani di età compresa tra 18 e 28 anni». Essi potranno essere chiamati a prestare servizio anche in uno degli Stati membri dell’Unione Europea «per iniziative riconducibili alla promozione della pace e della non violenza e alla cooperazione allo sviluppo».  


I punti centrale della legge sono i centri di servizio per il volontariato e la fondazione Italia sociale. I primi vanno promossi e gestiti da tutte le realtà del Terzo settore, e dovranno fornire supporto tecnico, formativo e informativo, di promozione della presenza e del ruolo dei volontari nei diversi enti. La fondazione di diritto privato con finalità pubbliche “Italia Sociale”, avrà il compito di sostenere, attrarre e organizzare iniziative filantropiche e strumenti innovativi di finanza sociale, procacciando risorse provenienti da soggetti privati, sempre secondo il principio di sussidiarietà. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali da parte sua ha garantito una dotazione iniziale di 17 milioni di euro. Lo Stato supervisionerà il settore con un Consiglio nazionale.

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