Political Coaching

Il 'Pensatoio Volta' che non svolta proprio

26 Set 2016

Girovagando sul web mi sono imbattuto in un articolo del Corriere che annunciava – ma la notizia è di febbraio, e purtroppo mi era sfuggita: «Nasce “Volta”, il pensatoio renziano su Europa e diritti delle donne. Guida il think tank Giuliano da Empoli», foto inclusa.
Ho un debole per i pensatoi e perciò mi sono trasferito immediatamente sul sito “Pensatoio Volta”, http://www.pensatoio.com/, per curiosare, come merita ogni pensatoio, per di più della truppa del Presidente del Consiglio. Scusate il ritardo. In home mi vien detto che è «una scuola che si fonda sull’idea di formazione permanente della persona». Bene.
Poi leggo la pagina “Chi siamo” e trovo scritto: «In linea di principio, ogni persona in qualsiasi momento della vita può – ne siamo convinti – imparare qualcosa di nuovo. Questa è la linea guida che ci ha spinto a dare vita a questa esperienza. Il Pensatoio vuole essere un ambiente stimolante, costruttivo e curato, dove ragazzi e adulti possono trovare cibo per la mente. Offriamo a studenti e studentesse servizi di doposcuola e lezioni private, partendo dalla scuola elementare fino all'università. [...] Proponiamo inoltre corsi serali rivolti a coloro che vogliono approfondire la loro cultura personale, spendere una nuova conoscenza nel mondo del lavoro, o anche semplicemente desiderano incontrare e conoscere nuove persone.»
Eccellente. Poi ho curiosato questa formazione permanente, ed ho trovato quattro filoni; lingue: inglese, russo, tedesco, spagnolo, cinese (e perché non qualche infarinata di arabo, considerata l’accoglienza, le moschee e tutto il resto?); cultura: filosofia, lingua e cultura greca, corso di degustazione vino, corso di degustazione birra, lingua e cultura latina, lingua e cultura ebraica, corso di moda (e anche qui: perché non cultura islamica? va a capire!); e poi tecnica e informatica .
Vuoi vedere che al “Pensatoio Volta” non si ritiene che la formazione alla cultura politica, che fa del cittadino un soggetto capace di comprendere le grandi idee a fondamento dell’agire politico, non appartenga al novero delle discipline che valga la pena essere conosciute da coloro «che vogliono approfondire la loro cultura personale»? Oppure anche al “Pensatoio Volta” si confonde “cultura politica” con partito, movimento, o che altro sia? Davvero non interesserebbe qualche giovane, magari tra una degustazione e l’altra? Ma forse la scienza politica, anche per i think tank renziani, non è inquadrabile nella convinzione che «ogni persona in qualsiasi momento della vita può imparare qualcosa di nuovo».
Del resto, si dice che gli italiani sono tutti commissari tecnici, e pure politici navigati, e presto anche degustatori. 

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